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Istituzione - mer, 20 gen 2016

Competenze, valutazione e qualità della legislazione: nuove sfide per le Assemblee regionali

Valutare l’efficacia delle norme formulate in risposta ai bisogni e dimostrare di saper fare meglio di altri. Si gioca anche sulla valutazione e sulla qualità della legislazione il confronto tra Stato e Regioni, nel nuovo quadro delle riforme costituzionali. Il tema è stato affrontato oggi al seminario di lavoro, promosso dall’Ufficio di Presidenza, durante il quale è stato presentato il policy paper di Eupolis Lombardia “Regionalismo e qualità della legislazione”. I risultati dell’indagine sono stati illustrati dal direttore generale di Eupolis Filippo Bongiovanni e da Lorenza Violini, professore ordinario di Diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Milano. I lavori sono stati introdotti dai Presidenti delle Commissioni Bilancio, Alessandro Colucci, e Affari istituzionali, Carlo Malvezzi e dal Presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo.
Nel suo intervento il Presidente Cattaneo ha sottolineato che “la qualità e la valutazione della legislazione regionale è fondamentale: un sistema in cui le Regioni legiferano meglio è senza dubbio un sistema che produce effetti migliori per i cittadini. Oggi abbiamo visto come ci sia ancora molto da fare affinché il ciclo della legislazione si compia soprattutto nella fase della valutazione degli effetti. Siamo infatti abituati a scrivere le leggi e le riforme, ma siamo meno avvezzi a valutare le effettive conseguenze e gli impatti che hanno avuto sui cittadini”.

L’indagine ha preso in considerazione la realtà lombarda nel contesto italiano (Toscana, Abruzzo, Friuli Venezia-Giulia e Provincia autonoma di Bolzano) e in confronto con le esperienze estere (Regno Unito, USA e Svizzera), confermando che l’esperienza di Regione Lombardia si pone indubbiamente all’avanguardia nel panorama regionale italiano, soprattutto in relazione alla valutazione ex post.
Il Consiglio regionale della Lombardia è stato, infatti, uno dei primi in Italia ad interessarsi, già dal 1999, al tema della better regulation e della valutazione della produzione normativa e delle politiche, concetti poi inseriti nel nuovo Statuto regionale che ha istituito un apposito organismo politico, il Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione, destinato a presidiare lo svolgimento della nuova funzione consiliare.
Dal 2010 all’agosto 2014 le leggi regionali nelle quali è stata introdotta una clausola valutativa sono 19. In 73 leggi era prevista una più generale rendicontazione, talvolta comprensiva delle clausole valutative. Nel solo 2015, le clausole valutative inserite in legge sono state 10.
Un impianto istituzionale che ha contribuito a rendere la Lombardia un’eccellenza nel panorama regionale in materia di valutazione della legislazione e delle politiche.
Questo studio – ha rimarcato il Presidente della Commissione Bilancio, Alessandro Colucci(NCD) – ha fatto emergere una volta di più la capacità di Regione Lombardia di svolgere al meglio il suo ruolo, confermando come vincente il modello istituzionale lombardo”.
 
Quattro le indicazioni specifiche per la Lombardia emerse dallo studio per lo sviluppo dell’attività valutativa in Consiglio regionale: incrementare l'expertise; operare secondo la logica del life-cycle approach; adottare criteri di valutazione generalizzati; sviluppare il coordinamento istituzionale tra Giunta e organo legislativo.
 
E’ stato un incontro utilissimo – ha detto Carlo Malvezzi (NCD), Presidente della Commissione consiliare Affari istituzionali -  per meglio capire il contesto, non facile, in cui si dibatte il regionalismo e per definire il ruolo che Regione Lombardia può vivere da protagonista nell’avvio delle riforme costituzionali e nel proporre al Paese un suo modello istituzionale”.